Posted on

Accipe vestem candidam

Markers, pencil, digital manipulation; 2019

“Accipe vestem candidam, quam pérferas immaculatam… ut habeas vitam ætérnam”.

Ricevi questa veste bianca, che possa tu portare senza macchia… per avere la vita eterna.

A causa del peccato originale l’uomo si è trovato nudo, privo di quello spirito che lo avvolgeva e ricopriva. Uno spirito simboleggiato da una veste candida, luminosa, che copre la nudità, segno della miseria umana.

È durante il sacramento del Battesimo che riceviamo solennemente questa nuova veste, rivestendoci di Cristo e ritornando alla preesistenza: “Vi siete rivestiti di Cristo”, dice San Paolo.

È questo il tempo della trasformazione, che l’artista vuole esprimere nell’opera “Accipe vestem candidam” con un gioco di metafore, dove della vestizione è figurata, non intesa come una vera e propria veste materiale, ma piuttosto come un alito, un flato divino che avvolge, coprendo la nudità umana con un oro che illumina e fortifica.

La centralità del simbolismo della veste battesimale come metafora, che troviamo in San Paolo, viene assunta e interpretata dall’artista non come passaggio dall’impuro al puro, ma come splendore del divino: dal volto del battezzato non trapela alcuna tristezza, ma una grande pace e un desiderio di continuare a rilucere di splendore spirituale durante tutta l’esistenza terrena, per guadagnarsi la vita eterna, come insegna Cirillo di Gerusalemme.