Posted on

Ex corpore

Charcoal, pencil, digital manipulation; 2018

Un excursus nella zona più intima e potente del misticismo cattolico. Possiamo definire così l’opera “Ex Corpore”, un dipinto che trae la sua ispirazione dall’estasi religiosa e, ancor più, dal gioco del coinvolgimento di corpo e spirito durante la transverberazione. Un attimo eterno, breve ma infinito, raggiunge Dio inteso come Amore universale, come principio e fine di tutto, di noi stessi, della nostra materialità e spiritualità.

L’artista intende proprio cercare di fotografare quell’attimo, di immortalarlo ovvero renderlo immortale, pur nella caducità del mondo. La Ferita d’Amore, come viene chiamata la transverberazione al più alto livello è interpretata letteralmente come una lacerazione delle carni, proprio come ce la descrive Santa Teresa d’Avila. Ma dalla ferita non esce sangue, esce la nostra interiorità, il nostro io che si fa mondo, in una universalità circondata dall’amore di Dio.

Alla fine, è questo il messaggio che l’artista ci lancia dal suo ‘Ex Corpore’: Dio è amore, “Amor che move il sole e l’altre stelle“, “… unimento spirituale de l’anima e de la cosa amata“, dell’anima con Dio e di Dio con i suoi figli.